Il problema non è all'interno al MpV, ma fuori

Agnoli torna a parlare del Movimento per la Vita e dice che ha piacere che gli abbia risposto io. Io invece sono un po’ deluso che lui non abbia capito il senso e il succo della mia risposta. Rispiegarglielo? Ci posso provare, ma solo se si rifletterà sulle idee, differenti, che abbiamo. Le idee, non i pettegolezzi.  Le idee differenti sono per esempio la legge 40 e le dichiarazioni anticipate di trattamento. di Giuseppe Anzani, vicepresidente del Movimento per la Vita
10 AGO 20
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Agnoli torna a parlare del Movimento per la Vita e dice che ha piacere che gli abbia risposto io. Io invece sono un po’ deluso che lui non abbia capito il senso e il succo della mia risposta. Rispiegarglielo? Ci posso provare, ma solo se si rifletterà sulle idee, differenti, che abbiamo. Le idee, non i pettegolezzi. Le idee differenti sono per esempio la legge 40 e le dichiarazioni anticipate di trattamento; più in profondo e per esplicito, le strategie di promozione e difesa della vita dentro la storia concreta che viviamo. L’avevo detto chiaro e tondo, ma Agnoli ha svicolato su queste differenze, ha incorniciato un chiacchiericcio sul presidente, sulle cose politiche di Piemonte, sulle manovre espulsive, l’emarginazione dei fondatori, la successione lanciata, insomma una leggenda nera. Che pena. Che disinformazione. Che brutte cose dice su Carlo Casini, che falsità sulle voglie espulsive, che ostilità, e che antagonismo strano. Io credo che Agnoli, che dice di sapere tutto della storia del MpV “dalle origini”, memorie d’infanzia dunque, sia semplicemente ”imbeccato” da quelli che se ne sono andati sei anni fa (non più eletti). Scaduti e non più eletti, dopo la stagione delle estenuanti polemiche interne fra il loro integrismo e la linea del MpV votata dall’Assemblea generale e dal Direttivo nazionale, e tradotta in opere da Casini e dal “popolo della vita”, che senso ha questa rivincita distruttiva? Hanno messo su un comitato Verità e Vita, e liberi di farlo, si capisce, e auguri di prosperità; ma senza confusioni e camuffamenti. Perché allora attaccano il Movimento, lo denigrano, diffamano il presidente, fanno scrivere quelle cose? Cosa c’entrano più?
Parliamoci chiaro: non è un problema “interno” al MpV, dove la normale dialettica del confronto fra opinioni e indirizzi, si risolve in modo democratico. E direi, in modo finalmente sereno, amicale, solidale, gioioso, dopo le passate asprezze aggressive dei quattro bastiancontrari. Il problema è fuori dal MpV, il problema è che questi ex bastiancontrari non demordono dall’ostilità verso la linea del Movimento. E si pensano virtuosi, col dovere della spietatezza di chi “possiede la verità” e ce l’ha scritta nel patronimico. E’ bene che riflettano sul male che vanno facendo; perché da un lato non possono illudersi di reintrodursi nel Movimento, magari colonizzando qualche organo direttivo di federazioni periferiche, o prendendo sede all’identico indirizzo di una sede piemontese del Movimento; dall’altro lato seminando divisione, amarezza e discordia, non fanno buon servizio alla causa della Vita, che squalificano agli occhi dei veri avversari.

Agnoli mi pronostica “prossimo presidente” secondo delle voci che lui sente; neanche tirato per i capelli raccoglierei il pettegolezzo. Via, a parte la sciocchezza di ignorare che la presidenza dipende da una elezione e non dalle voci che lui sente, resta il dettaglio che un’elezione andrebbe anche accettata. E basta così, dopo l’insinuazione di dubbia limpidezza di elezioni, gratuita calunnia che non concorda con una coscienza onesta. Ma su un punto chiedo ancora a Agnoli e a quelli di Verità e Vita di riflettere un poco, quando parlano di cariche preparate, e dunque di incontri, discorsi, convegni come il cammino programmato che conduce a una carica. E’ una visione, se qualcuno la tien praticabile, miserevole. Non è la mia. Non so se è la loro, se soffrono di mancate presidenze. Non so se conoscono il tormento e il mistero della parola detta, o scritta. Non so se hanno mai letto che ci sarà chiesto conto di ogni parola inutile. Non è il frastico, non sono i convegni, il parlare, lo scrivere che interessano come ingredienti di un’appariscenza, sarebbe troppo stupido: è il neustico, è il contenuto, è la parola fuori dal seno, fuori dalla nostra piccola storia, dalla nostra banalità. Parliamo di questo, se cerchiamo la verità. Non confondiamo nel gossip la parola della Vita. Il rischio di perderla è quello – come diceva Paolo VI – di amare più l’occhio che la luce.
di Giuseppe Anzani, vicepresidente del Movimento per la Vita